Origine
La scrivania come luogo del pensiero
Ho disegnato Origine pensando a una scrivania che non fosse soltanto un piano di lavoro, ma un oggetto capace di dare carattere a una stanza.
Mi interessava creare una presenza silenziosa, solida, misurata. Qualcosa che avesse una funzione precisa, ma anche una qualità più intima: quella di accompagnare il momento in cui si pensa, si disegna, si scrive, si prende una decisione.
La forma nasce da pochi elementi essenziali: un piano morbido negli angoli, un sostegno cilindrico, un volume inclinato. Mi piaceva l’idea che la scrivania avesse un equilibrio non perfettamente simmetrico, quasi come se fosse composta da parti diverse che trovano tra loro una naturale armonia.
Il legno naturale è stato una scelta immediata. Volevo una materia calda, leggibile, capace di restituire luce senza diventare decorativa. Le venature non sono un dettaglio secondario: sono parte del disegno.

Quando progetto un arredo, lo immagino sempre dentro uno spazio. Origine per me appartiene a studi privati, biblioteche domestiche, home office raccolti; ambienti in cui il lavoro non è solo operatività, ma anche concentrazione, tempo, visione.
La vedo accanto a una libreria su misura, su un pavimento in legno o in pietra, con tessuti naturali, pareti materiche, una luce morbida. Non deve dominare la stanza, ma darle un centro.
I cassetti integrati nel sottopiano restano discreti, quasi nascosti. Mi interessava conservare la pulizia del volume, senza rinunciare alla funzione.

Da qui il nome: Origine.
Perché ogni progetto, prima di diventare spazio, materia o immagine, nasce sempre da un punto preciso: una superficie vuota, un gesto, un pensiero.


